Inflazione e natura deflazionistica Bitcoin

Mag 30, 2022 | 0 commenti

Cos’è l’inflazione?

L’inflazione è il peggior nemico del tuo conto corrente,
nonostante tu controlli con regolarità il saldo il banca e ti sembra che sia
tutto in ordine in realtà con il trascorrere del tempo i tuoi soldi conservano
lo stesso valore nominale ma perdono potere d’acquisto proprio a causa
dell’inflazione, che innesca un processo di svalutazione della liquidità. Per
definizione con il termine “inflazione” si indica l’aumento prolungato del
livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo
di tempo, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta. Con
l’innalzamento dei prezzi, ogni unità monetaria potrà comprare meno beni e
servizi. In Italia è l’Istat che si occupa di determinare il livello di
inflazione; tale organismo sulla base dei prezzi di un insieme di beni e
servizi, detto paniere, rappresentativo dei consumi delle famiglie, calcola il
suo indice dei prezzi al consumo. Nel paniere dei prezzi al consumo dell’Istat
sono presenti per esempio, con diversi pesi relativi, i prezzi dei prodotti di
abbigliamento e delle calzature, dei prodotti alimentari, dei servizi sanitari,
dei trasporti, dell’elettricità, dell’acqua e così via.  L’aumento dei prezzi può essere sintomo di
salute se è causata da un aumento di domanda e produttività dedicata alla
produzione del bene. Si verifica un’altra forma di inflazione quando le unità
di conto, la moneta risparmiata, è diluita dall’introduzione di nuove unità di
conto nel sistema economico. L’introduzione di nuove unità di conto non sempre
rispecchia la creazione di nuovo valore economico, questa discrepanza tra
moneta circolante e valore economico reale, nel lungo periodo, è compensata
dall’aumento dei prezzi. Per questo motivo il costo dei prodotti aumenta nel
tempo. Non sempre di pari passo, aumentano anche i salari e le disponibilità
dei consumatori.

 

Facciamo un esempio per rendere più chiaro possibile il
concetto. Se tu possiedi 10.000 euro in banca, il valore nominale di questi
soldi sarà sempre di 10.000 euro, oggi come tra dieci anni. I tuoi soldi
saranno soggetti però all’inflazione al 2% che provocherà una svalutazione del
capitale di circa 200 euro all’anno. Questo significa che se oggi quel denaro
ti permette di pagare il percorso universitario di tuo figlio, tra dieci anni
quegli stessi 10.000 euro non saranno più sufficienti a pagare l’intero futuro
universitario del tuo pargolo perché varranno circa 2.000 euro in meno in
termini reali (sperando che non ci siano crisi di iperinflazione come nei
decenni scorsi).

Per chiarire ulteriormente, avrai sicuramente sentito i tuoi
nonni o i tuoi genitori raccontare di come ai loro tempi conveniva investire in
BTP o BOT (titoli di Stato Italiani) perché avevano dei rendimenti astronomici,
quello che loro non ti raccontano (probabilmente per mancata conoscenza) è che
negli anni Ottanta l’inflazione era circa del 20%; ciò significa che se acquisti
un BOT con un rendimento annuo del 20%, ma l’inflazione è del 20%, il tuo
guadagno nominale è del 20% ma in termini reali non stai guadagnando nulla,
perché il tuo rendimento viene completamente eroso dalla svalutazione della
moneta, ovvero dalla sua capacità di acquistare beni e servizi.

Per questo motivo sarebbe di fondamentale importanza che
ciascun individuo investisse parte dei propri risparmi, quantomeno per
contrastare il fenomeno dell’inflazione che anno dopo anno rosica il valore dei
propri soldi, se essi fossero lasciati liquidi e fermi sul proprio conto
corrente.

Le cause

Le
cause dell’inflazione possono essere varie, anche se, comunemente, viene
considerata come una delle principali l’aumento dell’offerta di moneta superiore all’aumento della
produzione di beni e servizi
.  La Banca
Centrale Europea
è da sempre attenta al tasso di inflazione,
essendosi posta già da diversi anni un obiettivo di tasso inflattivo massimo
pari al 2%. Per garantire un simile obiettivo la BCE, ed in generale qualsiasi
banca centrale, regola l’emissione di moneta circolante attraverso
vari sistemi che comunemente e impropriamente vengono racchiusi nel termine di
“Stampare moneta”. L’offerta di moneta garantita dalle banche centrali viene ad
essere uno stimolo per la spesa dei consumatori che di conseguenza, avendo
maggiore liquidità, domanderanno maggiori beni e servizi dei quali, come
conseguenza, vedranno aumentare i prezzi, non essendone variata l’offerta.

Bitcoin e la sua natura deflazionistica

Se nell’attuale sistema economico sono le Banche Centrali gli
enti che gestiscono e controllano l’emissione di moneta e di conseguenza il
livello di inflazione, la rivoluzionaria tecnologia Bitcoin è basata su un
protocollo costruito ad hoc e totalmente decentralizzato, per il quale non è
possibile controllare l’emissione della sua valuta, modificarla o ridurla in
alcun modo.

L’ideatore del white paper di Bitcoin, la cui ideazione
viene attribuita alla figura di Satoshi Nakamoto, scrisse il protocollo in modo
che fosse completamente autonomo, di fatto eliminando e rendendo superfluo
l’intervento umano.

Il rilascio di nuove unità di BTC è controllato da un
algoritmo crittografico che risponde alle reti peer-to-peer. In suddetto
algoritmo sono scritte le regole ex-ante, ovvero a priori, le regole che
determinano la frequenza, il tempo e la quantità di moneta elettronica
rilasciabile. Qualsiasi intervento umano di modifica, cancellazione o
incremento è impossibile in quanto viene rifiutato dal sistema stesso.

L’emissione di questa moneta 
si realizza ad opera dei cosidetti “miners” che impiegano della potenza
computazionale per risolvere impegnativi algoritmi in cambio di una ricompensa,
cioè una certa quantità di Bitcoin, che in questa maniera vengono messi in
circolazione.

Per permettere l’emissione controllata e garantirne la
scarsità nel tempo, la difficoltà nel risolvere gli algoritmi incrementa
costantemente nel tempo, mentre la ricompensa viene dimezzata ogni quattro anni
a partire dal 2009, un processo che viene conosciuto come “halving”.

La genialità del protocollo sta proprio nella previsione ed
immutabilità del rilascio a lungo termine di nuove monete, questo aspetto rende
Bitcoin immune agli effetti dell’inflazione.

Bitcoin come protezione dall’inflazione

Bitcoin
è una moneta digitale che ben si presta ad essere un’ottima riserva di valore,
paragonabile all’oro. Non essendo possibile un intervento umano, non è
possibile emettere nuova moneta e controllarne il prezzo, non è possibile
modificare il rapporto tra i prezzi dei beni e servizi ed il valore di Bitcoin,
proteggendosi di fatto dall’aumento dei prezzi.

Altro
aspetto già citato ma di enorme importanza è la sua scarsità.
L’emissione limitata di Bitcoin non è controllabile. Nel tempo, il protocollo
di Bitcoin ha acquisito sempre maggiore fiducia, portando ad un sostanziale
incremento della domanda da parte di operatori che hanno deciso di convertire in
Bitcoin parte della liquidità detenuta
in valuta
ordinaria.  Questo ha portato ad un apprezzamento del controvalore di Bitcoin e, di
fatto, ad una controtendenza rispetto alla ordinaria attività inflattiva delle
monete circolanti.

In
conclusione, il Bitcoin è un protocollo decentralizzato, comunemente chiamato
oro digitale, che annulla totalmente l’intervento umano e di conseguenza il
rischio di vedere il controvalore del proprio denaro eroso dall’inflazione