Cos’è il Mining di Criptovalute?

Mag 30, 2022 | 0 commenti

Il termine “mining” è importato dal verbo inglese “to mine”, ovvero “estrarre” e dal sostantivo “mine”, letteralmente “miniera”. A questo punto hai già capito che il mining è l’estrazione di criptovalute da una miniera. Per scavare però si usa la potenza di calcolo dei computer e non gli strumenti tipici dei minatori.

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Tutto inizia nella  blockchain, il libro mastro della contabilità delle criptovalute. Qui vengono annotate tutte le transazioni di Bitcoin, Ethereum, Ripple e tutte le altre criptomonete. Per aggiungere una transazione alla blockchain è necessario crittografarla e convalidarla con una funzione di  hash, che richiede una serie di calcoli lunghi e complessi. Come riporta il sito coinmarketcap.com – tra i più accreditati portali di quotazione in tempo reale delle criptovalute – le valute digitali sono più di 10.000 ed è un numero che aumenta di giorno in giorno.

Aggiungere una transazione al libro mastro, ovvero alla blockchain, è un’operazione tutt’altro che facile e richiede una lunga e complessa serie di calcoli che può essere fatta tramite computer o server interamente dedicati al mining di criptovalute sui quali vanno installati programmi e hardware appositi, dei quali ti parlerò sotto.

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Chiariti gli elementi fondamentali, vediamo le diverse tipologie di mining attuabili, che possono essere raggruppate in due grandi categorie. La prima è quella nella forma più classica: disponi di tanti server e computer dedicati al mining, riuniti in quella che in inglese viene chiamata “farm” (ovvero “fattoria”). Installando CPU, GPU e software specifici (es. MultiMiner per Windows, macOS e Linux; Awesome Miner per Windows e Linux ed EasyMiner per Windows), le macchine collaborano per risolvere i calcoli utili al completamento delle transazioni sulla blockchain.

Bisogna sapere che le GPU hanno un rapporto tra capacità di elaborazione e consumo di energia elettrica più vantaggioso. Questi server e questi computer, che devono essere potenti, consumano molta energia e hanno bisogno di essere costantemente raffreddati, cosa che, necessita di ulteriore elettricità.

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Se non abbiamo a disposizione una farm all’altezza della situazione, puoi scegliere il cloud mining, un sistema basato sul Web, a pagamento, che permette di sfruttare le farm delle aziende che le mettono a disposizione. Il cloud mining ti sgrava da molti costi, tra i quali quello dei server, dell’hardware come per esempio le GPU e dell’energia elettrica necessaria alle attività di mining.

Anche i servizi di cloud mining sono molti e i costi sono variabili a seconda del periodo di durata dell’abbonamento e dalla capacità di calcolo che vuoi acquistare.

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Ti starai chiedendo quali sono le possibilità di guadagno per un miner. So che aspetti un numero con tanti zero ma la risposta più corretta e onesta è: dipende. Dipende dalle oscillazioni di prezzo della criptovaluta che vuoi estrarre.

Quello delle criptovalute è un vero e proprio mercato, esattamente come quello dell’oro, del petrolio o del legno. In quanto tale risponde a logiche che, in questo caso, non sono soltanto quella della domanda e dell’offerta. Una forte variazione del prezzo delle criptovalute può verificarsi per i più disparati motivi: una Banca centrale che esprime poca fiducia nei confronti delle monete virtuali, un famoso imprenditore che prima annuncia di volere accettare pagamenti in Bitcoin e poi cambia idea, un exchange (un operatore che scambia monete reali e monete virtuali) che subisce una truffa… i motivi sono davvero tanti e contribuiscono tutti a rendere le criptovalute estremamente volatili.

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Due calcoli possiamo però farli e, per essere più chiari, faremo riferimento al Bitcoin. Bisogna sapere che chi lo ha creato ha voluto che, con il passare del tempo, la sua estrazione diventasse più complessa e quindi richiedesse sia più tempo di lavoro sia una maggiore potenza di calcolo.

Nel 2019 l’azienda di analisi tecnologiche americana CB insights ha calcolato che, assumendo un costo della corrente elettrica di 0,06 centesimi di dollaro per chilowattora, estrarre un Bitcoin costasse tra i 7.300 dollari e gli 8.500 dollari (tra i 6.150 euro e i 7.200 euro). se il prezzo del Bitcoin superasse queste cifre, allora avresti conseguito un guadagno; se, al contrario, la quotazione fosse inferiore, dovresti attendere e sperare che il prezzo salga, prima di poterli vendere.

Va anche considerato che il costo di un chilowattora in Italia è mediamente cinque volte più alto del prezzo usato da CB Insights per fare i propri calcoli. Quindi, per rispondere alla domanda “Quanto si guadagna estraendo criptovalute”, devo ricordarti la mia risposta, ovvero: “dipende”.

Nel nostro caso la farm che ospita i nostri miner è situata in Russia, dove il costo dell’energia elettrica è sicuramente inferiore al costo in Italia, in modo da riuscire ad avere un guadagno “sicuro” in caso di mining.